“Vivere, viaggiare, scrivere. Forse oggi la narrativa più autentica è quella che racconta non attraverso la pura invenzione e finzione, bensì attraverso la presa diretta dei fatti, delle cose, di quelle trasformazioni folli e vertiginose che, come dice Kapuscinski, impediscono di cogliere il mondo nella sua totalità e di offrirne una sintesi, consentendo di afferrarne, come un reporter nel caos della battaglia, solo dei frammenti. Egli stesso del resto crea una vitalissima letteratura tuffandosi nella realtà, raffigurandola con rigorosa precisione, afferrando come un cane da caccia i suoi dettagli rivelatori anche più fuggevoli, e componendo il tutto in un quadro, fedele e insieme reinventato, che è il ritratto del mondo e del viaggio attraverso il mondo.”
lunedì 2 aprile 2012
Internaturalità
La prossima mostra di Etienne de France che verrà allestita al PAV propone una stimolante serie di riflessioni teoriche che inferiscono sulla grande mutazione culturale che stiamo attraversando - una sorta di odierna rivoluzione copernicana - sollecitata dalla necessità di superare e risolvere sia la crisi ecologica che la crisi antropologica.
Il racconto di Etienne de France si snoda tra realtà e finzione nel costruire la storia della Ritina di Steller - la cosiddetta mucca di mare - che si è estinta all'incirca alla fine del XVIII secolo.
A memoria di rosa non si è mai visto morire un giardiniere [1]
C'erano una volta delle mucche di mare che pascolavano tranquillamente nelle fredde acque del Mare Glaciale Artico.
Inizia così il testo critico di Annick Bureaud, curatrice della mostra Tales Of A Sea Cow, personale di Etienne de France, ed è questo registro affabulatorio che viene adottato nel meta-racconto interpretato dalla voce guida di Gisella Bein, come nei libri tattili realizzati da Stefano Lattanzio. Si tratta di svariati dispositivi accessibili che faciliteranno la visita e il coinvolgimento anche a coloro che non possono leggere le carte geografiche dettagliate e le puntuali descrizioni naturalistiche che compongono l’esposizione temporanea visibile al PAV.
giovedì 3 novembre 2011
Altre parole
Queste parole dovevano essere altre. A proposito di cerchi che si chiudevano, paradossi che si schiudevano, modelli nuovi e vecchi, spinte e controspinte, fughe in avanti e indietro, scoperte e ritirate. Tanta carne al fuoco, due soli personaggi, l’uomo e la natura.
L’approccio bioetico del Critical Art Ensemble
Attorno al crinale dell’anno 2000 emerge la grande questione della biogenetica e delle biotecnologie.
La clonazione della pecora Dolly e la mappatura del Genoma umano colpiscono l’immaginario sociale evocando il fantasma di Frankestein e nel contempo la speranza di cura delle malattie genetiche.
Alleanza-Conoscenza-Rispetto
Non un orto urbano, non un parco, non un giardino ma un santuario destinato alla coltivazione delle specie protette in uno “spazio indeciso” della città, in modo da rendere lo spazio stesso tutelato e, quindi, inedificabile. Questo l’obiettivo, suggestivo e provocatorio, proposto dal collettivo CAE.
Guardarsi allo specchio e vedere il mondo
Tutto è cominciato così.
Da uno scambio di mail tra Orietta Brombin, responsabile delle Attività educative e formative del PAV, e il CAE, il Critical Art Ensemble, che ha proposto:
un workshop che metta in relazione la condizione di precarietà che accomuna le specie vegetali a rischio e gli spazi di verde e socialità anch’essi a rischio, così da rafforzare e proteggere entrambi.
lunedì 27 giugno 2011
La mano a te dovuta - di Pamela Pelatelli
Autunno.
È quasi una settimana che piove. Sempre la stessa pioggia. Si infila sotto la pelle, sottile e insolente. A stare fuori tutto il giorno, con questa pioggia che batte sulla schiena, arrivo a sera e quasi non riesco a camminare eretto. Ho ventotto anni ma ne sento addosso molti di più.
L'uovo - di Davide Bartolomeo Salvemini
Ore 3:00
Laboratorio n. 21
Stadio n. 1
L’uovo si sta schiudendo. Il taglio si allarga come una bocca durante lo sbadiglio. Liquido rosso cola dalle sue labbra. Sgocciola. Il pavimento si colora. Le urla fanno a pugni con la stanza che le contiene.
Non piangere. Rilassati.
Lo squarcio si riempe. La creatura esce. Le ombre bianche lo tirano con forza verso la vita.
Fa caldo nel laboratorio.
Non piangere. Rilassati.
Lo squarcio si riempe. La creatura esce. Le ombre bianche lo tirano con forza verso la vita.
Fa caldo nel laboratorio.
giovedì 16 giugno 2011
Summer Evening
Giulia Lecce
premio LE STAGIONI/Si prega di scrivere
Terza classificata
premio LE STAGIONI/Si prega di scrivere
Terza classificata
«Chissà chi è l’autore di quel quadro?». In un tipico porticato americano un ragazzo e una ragazza parlavano. Era buio. «Sarà estate» pensò «lei è abbastanza succinta». In quel momento si ricordò di essere mezza nuda anche lei, frugò fra le lenzuola e non avendo successo nell’impresa cercò sotto il letto, stando ben attenta a non far troppo rumore. Lungi da lei anche il minimo desiderio di svegliarlo. Era l’autunno a farle quest’effetto.
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