Nelle profondità del buio
Laura Viale ha avviato Senza titolo (Inframondo) nel 2012, in coincidenza con profonde riflessioni originate da indagini mediche invasive sul proprio corpo, sottoposto a esami diagnostici endoscopici. Il progetto, pensato per l’esplorazione e mappatura di una grotta lavica etnea, si è rivelato di ampio respiro tanto da adattarsi a diverse (e dislocate in località europee) grotte e cavità: punti di contatto tra esterno e interno, varchi d’accesso della complessa orografia del pianeta. Con il workshop Inframondo, realizzato al PAV nel 2013, l’artista ha proposto l’esplorazione, nella completa oscurità, di una cavità profonda dentro la conformazione rocciosa delle grotte di Pugnetto, a circa 825 metri d’altitudine nel Comune di Mezzenile. L’azione si è andata connotando in progress come un vero e proprio metodo, dove la performance sconfina in esercizio di trekking naturalistico e implica un viaggio verso luoghi da esplorare nel concreto e dei quali apprezzare esperienze sensibili: cognitive e di carattere, oltre che artistico, anche psicologico, relazionale, ambientale. Con la guida attenta di speleologi e dopo quasi due ore di cammino, l’escursione si è soffermate in un grande slargo della grotta per una sessione di disegno. Le pareti irregolari e corrugate della caverna sotterranea si sono prestate al frottage di rilievi e depressioni, ottenuti con grafite sfregata su carta millimetrata aderente alla superficie di roccia umida.
Emersione in piena luce
This is the place where I feel at home è un’opera appositamente studiata per il PAV da botto&bruno. Questo lavoro, che riflette sul cambiamento e sulla trasformazione dei luoghi al fine di preservarne la memoria e la percezione, prende in esame, come è abitudine dei due artisti, aree marginali o residuali, spazi al limite quanto estremi, reali o generati dall’immaginazione. L’installazione di botto&bruno, realizzata con un collage fotografico, è caratterizzata da una fitta vegetazione, una coltre di radici e rovi che lascia intravedere il complesso architettonico dell’ex Framtek, la fabbrica che occupava in passato l’attuale area del PAV, e gli scorci dei palazzi che ancora oggi ne definiscono lo skyline. E’ questo un luogo emerso dalla memoria e dall’ispirazione tratta dall’omonimo titolo del brano indie-rock dei The Cinematic Orchestra (la cui traduzione è: Questo è il posto dove mi sento a casa) che invita lo spettatore sulla scena, nella corte del PAV. Se la corte può essere considerata un palcoscenico dell’osservazione e del fluire, i due artisti affidano alla figura di una bambina il ruolo di colei in grado di riattivare e recuperare la memoria. Si tratta di un personaggio che si muove nel nuovo ambiente con la sicurezza di un’esploratrice curiosa e impavida.
Entrare dentro, uscire fuori, queste sono le sfide del Collettivo Oltre Modo, affrontate nel lungo percorso processuale proprio a partire dalla ricerca che i lavori di Viale e botto&bruno hanno suggerito. Un percorso il nostro fatto di esplorazioni, fotografie, disegni e scritture di persone diverse, provenienti da luoghi profondi e segreti, che hanno saputo venire alla luce attraverso l’installazione collettiva visibile a tutti.
Orietta Brombin
Visualizzazione post con etichetta Germinazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Germinazioni. Mostra tutti i post
martedì 28 ottobre 2014
lunedì 30 luglio 2012
Cambia il vento … è tempo di propositi
Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea ha allestito una mostra storica delle ricerche di Piero Gilardi dal 1963 al 1985. Il percorso espositivo documenta quei passaggi cruciali nella trasformazione del significato e delle valenze sociali dell’arte alla fine degli anni ’60 in cui si può reperire la radice teorica delle idee fondative dell’odierno progetto “in progress” del Parco Arte Vivente, dalla creatività collettiva alla funzione politica dell’arte.
lunedì 2 aprile 2012
Internaturalità
La prossima mostra di Etienne de France che verrà allestita al PAV propone una stimolante serie di riflessioni teoriche che inferiscono sulla grande mutazione culturale che stiamo attraversando - una sorta di odierna rivoluzione copernicana - sollecitata dalla necessità di superare e risolvere sia la crisi ecologica che la crisi antropologica.
Il racconto di Etienne de France si snoda tra realtà e finzione nel costruire la storia della Ritina di Steller - la cosiddetta mucca di mare - che si è estinta all'incirca alla fine del XVIII secolo.
giovedì 3 novembre 2011
L’approccio bioetico del Critical Art Ensemble
Attorno al crinale dell’anno 2000 emerge la grande questione della biogenetica e delle biotecnologie.
La clonazione della pecora Dolly e la mappatura del Genoma umano colpiscono l’immaginario sociale evocando il fantasma di Frankestein e nel contempo la speranza di cura delle malattie genetiche.
lunedì 9 maggio 2011
Dall'handicap allo tsunami
La presenza al PAV di una mostra dell’artista non-vedente Evgen Bavcar rappresenta uno stimolo a riflettere sulla problematica delle bio-tecnologie, nel contesto dell’indagine critica e artistica sul mondo corporeo che andiamo conducendo quest’anno, sia attraverso le opere degli artisti che con gli incontri seminariali mensili.
venerdì 4 febbraio 2011
Il corpo, per fare “mondo” con la natura
Con la mostra di Marta De Menezes e Dario Neira si apre l’Art Program 2011 del PAV all’insegna di un tema emergente nel dibattito culturale odierno: il mondo corporale.
Interpellato su questo cruciale concetto, l’epistemologo francese Bernard Andrieu afferma che “il corpo deve installarsi come una parte del dispositivo artistico facendo ‘mondo’ con la natura”.
Interpellato su questo cruciale concetto, l’epistemologo francese Bernard Andrieu afferma che “il corpo deve installarsi come una parte del dispositivo artistico facendo ‘mondo’ con la natura”.
Iscriviti a:
Post (Atom)